Quasi trent’anni con Pasquale Abbattista
Nessun fotografo ha formato me prima, e per interposta persona i miei collaboratori dopo, più di lui. Ci siamo conosciuti quando io ero un operatore allo scanner nel lontano 1998, negli uffici di Pixelway, in via Forcella a Milano. Lui era già un fotografo affermato con una lunga carriera; io solo un giovane che si affacciava alla professione. Fotografo con la F, dotato di una cultura visiva immensa e di capacità tecniche che non hanno, nella mia esperienza, alcun pari. Sto parlando di Pasquale Abbattista, che ho la fortuna di conoscere e con cui collaboro da ormai quasi 30 anni.
Pasquale è stato il mio primo vero cliente, la persona che per prima si è fidata di me quando aprii Digital Area nell’ormai lontano settembre 2006. Con lui abbiamo portato a termine lavori eccezionali in giro per il mondo, con celebrities di livello planetario e talents incredibili.
Ho sempre fatto tesoro di tutto quello che mi ha insegnato e l’ho applicato con successo anche a tutti gli altri clienti. Quello che mi diceva si è sempre dimostrato valido in qualunque situazione, sia da questa parte dello stagno a New York, che a Milano o dappertutto.
Devo tanto a Pasquale, anche se forse lui non sa davvero quanto. Questo breve articolo è anche un omaggio al professionista e soprattutto alla persona eccezionale che è. Moltissimi sono i progetti che abbiamo ritoccato per Pasquale, editoriali e di campagna, per i brand più conosciuti e prestigiosi. Tanti, troppi da poter elencare. Molto più facile navigare verso il suo sito: https://www.pasqualeabbattista.com
L’incontro con Francesco Vezzoli
Scorrendo tra una lista interminabile di pubblicazioni internazionali e marchi tra i più famosi del mondo, ci sono alcune collaborazioni che meritano un accento particolare: quelle con l’artista Francesco Vezzoli e il suo braccio destro Luca Corbetta. Ho l’onore di poter chiamare questo grande interprete dell’arte moderna per nome, grazie a Pasquale che mi ha voluto portare con sé innumerevoli volte durante le sue direzioni fotografiche per i progetti artistici di Francesco.
Ho sempre trovato incredibile la facilità con cui Francesco è sempre riuscito ad esprimere i suoi desideri durante la creazione delle sue opere; sentirlo parlare e capire profondamente i suoi pensieri è sempre stata un’esperienza mistica, un livello di pensiero superiore che non passava nemmeno per le orecchie ed arrivava direttamente dentro il mio cervello.
Le nostre avventure fotografiche ci hanno portato a fotografare personaggi incredibili come Nicki Minaj (con Edward Enninful come stylist), Eva Mendes, Karen Elson (con make-up di Pat McGrath) e, ultima ma non ultima, Sua Altezza la Principessa Carolina di Monaco. Gli aneddoti su questi shooting si sprecano: ne sceglierò solo due da raccontare, e purtroppo dovrò lasciare fuori molti altri.
Nicki Minaj a New York
A quel tempo Digital Area non era ancora aperta qui a New York, quando Pasquale mi chiama e mi dice: “Andrea, andiamo a New York a fotografare Nicki Minaj per la copertina di W”. Fulmine a ciel sereno. E chi mai si sarebbe aspettato di poter tornare nella città dei miei sogni, per di più per un lavoro? A New York ero già stato dieci anni prima, ad aprire lo studio newyorkese di Pixelway. Ero ripartito il 10 settembre 2001, dopo aver passato l’ultima giornata a fotografare Manhattan dall’alto. Il giorno dopo, le Torri Gemelle non c’erano più. E poi Pasquale ha calato l’asso: “il progetto è per Francesco Vezzoli”. Da buon milanese dentro di me ho pensato “oh ssssignuuuurrrrrr!!!”.
Appena ripreso dalla botta ho chiesto qualche info a Pasquale, e poi abbiamo preparato con l’artista un canovaccio di quello che saremmo andati a fare. Per me era la prima volta coinvolto in un progetto così grande e prestigioso, per di più in America. Siamo andati a preparare il set il giorno prima, presso Industria, lo studio del fotografo Fabrizio Ferri con il quale avevo già lavorato in passato, a 20 minuti circa dal mio ufficio attuale. Il set era fantastico e i vestiti INCREDIBILI, Chanel couture arrivati da Parigi con scorta armata. Abbiamo preparato tutto: Pasquale con la sua solita maestria le luci, Francesco tutto il concept, ed io in un angolo con la mia postazione mi bevevo ogni parola e gesto di quei due professionisti.
Il giorno dopo, pronti alle 8 a scattare. Il talent sarebbe dovuto arrivare alle 9. Dico sarebbe, perché in realtà arrivò a pomeriggio inoltrato, con uno stuolo di guardie del corpo e limitazioni incredibili da parte della sua pubblicista, tipo “non gradisce essere vista prima del makeup”. Long story short: vedere Pasquale spiegare il concept in mezzo a mille limitazioni è una scena che ricorderò per sempre. L’autorevolezza e la professionalità di quel primo lavoro insieme mi hanno segnato profondamente.
Pasquale e Francesco, con il mio supporto, sono riusciti a portare a termine in due ore quello che doveva essere fatto in dodici, e il risultato è stato incredibile. Il servizio finì sulla cover dell’Art Issue di W Magazine, novembre 2011, con crediti pubblicati che vedono Pasquale come Director of Photography, Edward Enninful come stylist, Stefan Beckman al set design e Luca Corbetta come Artistic Producer.
Il Principato di Monaco
Un altro aneddoto ugualmente esplicativo della nostra affinità durante gli anni è uno shooting sempre per Francesco nel Principato di Monaco, per il quale io ho partecipato come assistente Digital. Questa volta il set era nella scuola di danza che ha frequentato Sua Altezza la Principessa Carolina di Monaco. Tre diversi set preparati il giorno prima con vestiti incredibili e una controfigura, per poter calibrare al meglio le luci e impegnare il vero talent il giorno dopo per il minimo tempo indispensabile.
Il giorno dello scatto siamo sul set un’ora prima del call time per ricontrollare tutto una seconda volta ed essere sicuri che tutto funzioni a puntino. E poi le luci si abbassano, la grande sala rimane nell’oscurità, e aspettiamo. Mia figlia era nata da poco, e stavo guardando delle sue foto che avevo sul Mac, quando ad un certo punto sento qualcuno pronunciare con accento francese dietro di me: “Che bella, è sua figlia?”. Mi giro verso destra ed è lei, Sua Altezza la Principessa Carolina di Monaco. Le mie gambe hanno reagito da sole e sono scattato in piedi come una molla, o almeno ci ho provato: una mano si è appoggiata gentilmente ma pesante come una roccia sulla mia spalla sinistra, e come nulla mi ha rimesso a sedere. Era uno dei molteplici addetti alla sicurezza, che mi ha gentilmente fatto capire che sarei dovuto rimanere seduto.
La Principessa si è presentata sul set con 5 minuti di anticipo, di una gentilezza incredibile e con una professionalità che raramente ho visto. Ricordo con piacere divertito Pasquale che chiede alla Principessa, che stava interpretando la Regina di Svezia: “Adesso avrei bisogno di un’espressione di una donna avvezza al comando”. La Principessa risponde con un mezzo sorriso divertito, e millisecondi dopo sforna uno sguardo incredibile, che Francesco e Pasquale hanno condensato con il nostro aiuto in un’opera d’arte stupenda, esposta poi alla mostra “Dalí Dalí featuring Francesco Vezzoli” al Moderna Museet di Stoccolma (settembre 2009 – gennaio 2010, curatori John Peter Nilsson e Caroline Corbetta).
E poi le altre
Molti altri aneddoti sono incisi nella mia memoria: le opere con Eva Mendes esposte a “La Nuova Dolce Vita: Social Life and the Imperial Age. From Poppaea to Anita Ekberg” alla Fondazione Prada di Venezia, che Digital Area ha ritoccato (giugno–ottobre 2011, nell’ambito della 54ª Biennale); la serie “By Francesco Vezzoli” per GARAGE Magazine N°8 con Karen Elson trasformata in icona 1930s stile Jean Harlow e make-up di Pat McGrath (spring/summer 2015); la serie di autoritratti di Vezzoli “after” i grandi maestri (Raffaello, Dalí, Velázquez come Papa Innocenzo X) per il numero maggio-giugno 2013 di L’Uomo Vogue; il numero speciale di Vanity Fair Italia diretto da Vezzoli girato al Grand Hotel et de Milan (settembre 2020), un progetto che trovate anche nel portfolio di Pasquale. E molti altri che trovate nella bibliografia completa scaricabile qui.
Lavorare con Pasquale è stato l’ingrediente segreto che mi ha permesso di crescere oltre i confini della mia esperienza del momento, e mi ha aperto gli occhi su cosa significhi davvero essere un professionista dell’immagine a tutto tondo, come è lui.
PS. Questo post è stato scritto da un umano.









